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Nel caso di cessione a  titolo  oneroso  di  beni  immobili  acquistati  o  costruiti  nelle  ipotesi considerate dall’art. 67, primo comma, lett. b) del T.U.I.R. di cui al DPR. 917/1986, la plusvalenza (cioè la differenza tra il prezzo di acquisto o di costruzione aumentato di ogni altro costo inerente ed  il  prezzo  di  rivendita)  costituisce  reddito  imponibile,  e  quindi  deve  essere  denunziata  nella dichiarazione dei redditi.

In alternativa l’art. 1 comma 496 legge 23 dicembre 2005 n. 266 (legge finanziaria  2006),  così  come  modificato  dall’art.  2  comma  21  della  legge  286/2006  (collegato fiscale alla finanziaria 2007) e dall’art. 1 comma 310 legge 296/2006 (finanziaria 2007) consente di assoggettare  tale  plusvalenza,  peraltro  solo  nel  caso  di  fabbricati  e  terreni  non  edificabili acquistati o costruiti da meno di cinque anni, ad un’imposta sostitutiva sul reddito pari al 20%, con conseguente venire meno dell’obbligo della sua denuncia nella dichiarazione dei redditi. Nel caso  invece  di  terreni  edificabili,  che  ai  sensi  dell’art.  67  lett.  b)  TUIR  generano  in  ogni  caso plusvalenza,  a  prescindere  dal  titolo  di  acquisto  e  dall’epoca  di  acquisto,  il  contribuente  non potrà  più  avvalersi  dell’imposta  sostitutiva  del  20%,  ma  dovrà  denunciare  la  plusvalenza  così realizzata nella dichiarazione dei redditi.

In  realtà  la  norma  dell’art.  1  comma  496  legge  266/2005  fa  riferimento  alle  cessioni  a  titolo oneroso di beni immobili acquistati o costruiti da non più di cinque anni, e tra gli immobili così genericamente indicati dalla norma in commento ben si potrebbero far rientrare anche i terreni edificabili acquistati da meno di cinque anni.

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